Tutto sul carnevale di Venezia

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Carnevale di Venezia- mascheraIl carnevale di Venezia offre lo spunto per un affascinante viaggio nel tempo attraverso la grande bellezza di uno degli eventi più famosi del mondo.

Carnevale di Venezia: le origini

Quando si parla del carnevale di Venezia, il più importante tra tutti i carnevali della regione veneta, è possibile associarvi la religione e le sue feste. Dobbiamo infatti risalire a grandi feste religiose quali i Saturnali latini e i culti dionisiaci greci, che prevedevano l’uso di maschere e rappresentazioni simboliche.

Nelle Dionisie greche vi erano processioni e rappresentazioni teatrali, che avevano come scopo quello di unire l’essere umano all’armonia della natura, liberandolo da alcune convenzioni sociali che di fatto potessero “tarpargli le ali”. In modo diverso, anche nei Saturnali dell’antica Roma l’ordine sociale veniva sovvertito (almeno temporaneamente), così che liberi cittadini e schiavi si riversassero nella città per far festa con musica e balli sfrenati.

Sin dalle origini, dunque, il carnevale di Venezia si prefiggeva di dare un livellamento tra i vari ceti sociali cittadini. Una sorta di “seconda opportunità” per i meno fortunati, per i più deboli e umili, o come sfogo alle varie tensioni e malumori, causati anche da rigide imposizioni morali e di ordine pubblico della Repubblica di Venezia e dalla sua aristocrazia.

Carnevale di Venezia: storia e tradizioni

La festa pubblica del carnevale di Venezia inizia solo nel 1296, anno in cui un editto del Senato della Repubblica dichiara festivo il giorno precedente l’inizio della Quaresima.

Carnevale di Venezia- travestimentoInizialmente, e per molti secoli, i festeggiamenti del carnevale duravano ben sei settimane, inziando il 26 dicembre fino al mercoledì delle Ceneri, coinvolgendo aree come Piazza San Marco e la Riva degli Schiavoni. Talvolta scherzi e burle iniziavano di sottofondo già dai primi di ottobre, e in tutto il periodo interessato l’attenzione dei veneziani e dei turisti era più attirata dal clima di festa generato da musicisti, acrobati, giocolieri e danzatori che dallo svolgimento delle attività produttive.

I sontuosi balli in maschera, frutto di rappresentazioni teatrali nei caffè, in case private, nei teatri e per strada, mostrano la loro assoluta bellezza nel periodo del Risorgimento, tanto che Venezia diventa in breve tempo “La calamita d’Europa”.

La trasgressione, però, trova ben presto esagerata esaltazione e sfogo durante la festa, tanto che nel XVIII secolo si assiste a furti, ruberie di ogni tipo, violenze. Proprio per impedire ciò, dal 1339 in poi vengono approvate una serie di restrizioni, fra tutte il divieto di recarsi in luoghi sacri e case da gioco indossando maschere, o il circolare per Venezia indossando costumi nelle ore notturne.

Carnevale di Venezia: dagli ultimi anni a oggi

L’escalation in negativo raggiunge il suo apice nel 1797, anno in cui, insieme alla caduta della Serenissima per mano di Napoleone, si arriva alla proibizione definitiva dei costumi di carnevale, con l’eccezione delle feste private di palazzo e del Ballo della Cavalchina alla Fenice.

L’ultimo carnevale di Venezia di quel periodo è datato proprio 1797: da questo momento, e per ben due secoli, la tradizione carnevalesca si spegne in tutte le sue forme.

Fortunatamente, a partire dal 1967 si comincia a riorganizzare feste con balli in maschera e costumi, e circa dieci anni più tardi, nel 1979 e fino ai giorni nostri, sono tornati a coinvolgersi gli stessi veneziani nell’organizzazione dei festeggiamenti.

Carnevale di Venezia: i sontuosi abiti stile castelli della Loira

Carnevale di Venezia- le MarieUna particolarità del carnevale di Venezia riguarda i meravigliosi abiti che, durante l’evento, diventano protagonisti indiscussi della Serenissima. Le strade diventano più vivaci, grazie ai colori dei tradizionali costumi che richiamano i tempi della nobiltà, un’epoca lontana che può essere riscoperta durante la visita ai castelli della Loira.

Durante i tour, infatti, oltre ad ammirare la bellezza dei palazzi, è possibile conoscere la storia e le tradizioni delle personalità che vivevano lì, con i loro segreti, intrighi e vendette.

Alessandro Bonvegna

Meteorologo con la passione della montagna, della natura, dei viaggi e della scrittura. Amante dell'Appennino tosco-romagnolo e della fotografia naturalistica, in continuo movimento, come la tramontana d'inverno.

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