Tutto su Gardaland

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Gardaland- entrata del parco

Gardaland, il parco divertimenti del lago di Garda, in provincia di Verona, vanta una storia particolare che lo rende unico in tutta Europa; andiamo insieme a scoprire la sua origine ed evoluzione di quella che è da decenni una fonte di grande gioia soprattutto per bambini e ragazzi!

Gardaland: la storia

Va detto sin da subito che non esiste un’interpretazione univoca sulle data in cui l’idea di Gardaland venne partorita. Ciò che è certo è che l’imprenditore locale Livio Furini acquistò i relativi terreni il 19 ottobre 1974, probabilmente dopo aver visitato anni prima Disneyland ad Anaheim, nella periferia di Los Angeles. Insieme ad altri imprenditori, tra cui Cesare Brentarolli, Flavio Zaninelli, Angelo Giambenini e Cesare Peluchi, fece iniziare i lavori nel febbraio 1975 con un investimento di 200 milioni di Lire.

Gardaland fu inaugurato il 19 luglio 1975. Allora il prezzo del biglietto era di 1750 lire, quando il parco copriva una superfice di 90.000 metri quadrati.

La fama del parco iniziò soprattutto negli anni ’80, specie dopo che lo stesso divenne il set della sigla iniziale di Bim Bum Bam. Fu però dagli anni ’90 che – per l’elevata concorrenza a livello nazionale ed europeo, in cui crescevano parco-giochi molto più grandi – Gardaland si ampliò e crebbe anche a livello di numero di attrazioni.

Gardaland: l’evoluzione

Gardaland-Top Spin Huss

Gli ampliamenti più significativi della storia di Gardaland, nel corso dei decenni, sono stati tanti e, ovviamente, tutti mirati a creare un luogo ideale ed esclusivo di divertimento. Nel 1984 furono introdotte le Magic Mountain, le montagne russe, e il fantastico Colorado Boat, il percorso acquatico su tronchi. Nel 1987 venne inaugurata la Valle dei Re, attrattiva unica in Europa, con i suoi templi e le piazze, nonché lo spettacolo di chiusura serale con laser, musica e giochi d’acqua.

Altre 4 novità solo un anno dopo: Giostra Cavalli, Kaffeetassen, Peter Pan, ancora presenti ed Il corpo di Eva, rimossa nel 1994. E così, di anno in anno, a piccoli passi verso un “Impero di divertimento”: la Monorotaia, L’ortobruco Tour, il Cinema Dinamico, il Villaggio inglese, il parco carovane in stile Far West, il Castello di Mago Merlino, l’Animatronica, il Palablù, fino ad arrivare ai celebri Blue Tornado, Space Vertigo e Jungle Rapids.

Anche negli anni 2000 è un susseguirsi di nuove attrazioni, tra cui ricordiamo Raptor, Mammut, Fuga da Atlantide, Sequoia Adventure.

Gardaland: Prezzemolo e Prezzemolino

Gardanad, come tutti i parchi divertimento, ha le sue mascotte. La più importante, nonché quella più conosciuta, che ha coccolato intere generazioni, è Prezzemolo, il simbolo del parco, che è stato introdotto proprio lo stesso anno dell’inaugurazione. Vive nel Fanta-Albero al centro di Fantasy Kingdom, e quando non lo si trova in giro, è sicuramente sulla Prezzemolo Mobile.

Gardaland- mascotte

Anche Prezzemolino non è sicuramente da meno: il nipote di Prezzemolo, dotato di una forza enorme nonostante abbia solo pochi mesi, difende la casa dai nemici e protegge Aurora, la fidanzata dello zio che gli fa un po’ da mamma. Piccolo e adorabile, è stato associato all’area di Fantasy Kingdom, diventata uno spazio prevalentemente per i bambini. L’unica differenza tra lui e Prezzemolo è il colore dei capelli: i suoi sono fucsia, quelli dello zio rosso.

Con loro ci sono poi molti altri personaggi, tra cui appunto la bella Aurora, il gabbiano Pagui, il pipistrello Mously, Mr. T-Grey e Bamboo, con le sue invenzioni pazze che a volte mettono tutti nei guai.

Gardaland: la riproduzione di templi e castelli

A Gardaland, bambini e ragazzi possono immersi in diverse altre epoche, tra cui quelle di re, regine e principesse: tra i templi e i castelli disseminati nel parco, sembra quasi di essere nella Valle della Loira. Anche lì, infatti, intere famiglie si immergono nei misteri e nelle attrattive di quei giganti ricchi di storia.

Alessandro Bonvegna

Meteorologo con la passione della montagna, della natura, dei viaggi e della scrittura. Amante dell'Appennino tosco-romagnolo e della fotografia naturalistica, in continuo movimento, come la tramontana d'inverno.

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