Tour organizzati dei castelli della Loira: prima sosta ad Annecy

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tour castelli della Loira - AnnecyI tour organizzati dei castelli della Loira ovvviamente non prevedono l’arrivo immediato ai castelli, il primo dei quali, il più visitato fra tutti, è quello di Chanoceau. Infatti è prevista una prima sosta, lungo il percorso che porta alla valle dei castelli. E il primo comune attraverso cui si passa e di cui è prevista un’escursione è il comune di Annecy. Questo, il cui nome originale è Ennèsia (senza fonte), è un comune francese di circa 52.161 abitanti. Si trova nella regione del Rodano-Alpi. Gli abitanti di qui sono detti Annéciens.

Geografia e conformazione.

Annecy si presenta come una città chiusa ed è situata sulla sponda nord dell’omonimo lago. Qui c’è lo sbocco naturale del fiume e quindi questo comune può vantare l’occupazione di una posizione strategica nel collegamento tra Francia, Svizzera ed Italia. Il territorio della città è particolare, perché è situato in una zona di transizione fra due tipi di flore diverse, quella dell’ambiente montagnoso pre-alpino e quella di una zona caratterizzata da medie colline. A sud della città abbiamo il lago e una vasta foresta selvaggia, ad ovest possiamo vedere le prime campagne, a nord una grande piana urbanizzata e ad est una collinetta, quella di Annecy-le-Vieux. Il Thiou attraversa la città. Lungo 5 km, è di origine glaciale ed è l’emissario naturale del lago.

Storia della città: le origini.

Nella zona di Annecy, gli insediamenti risalgono al 3100 a. C., come dimostrato da recenti scavi. Ovviamente le prime notizie documentate risalgono all’epoca romana. Abbiamo l’esistenza di un vicus (agglomerato di case e terreni) intorno al 50 a. C., abitato probabilmente da circa 2.000 persone. Collocato nella pianura dei Fins era definito col nome di Boutae. Di questo restano ancora le tracce (visibili in Avenue des Romains) del foro, della basilica, del teatro e delle terme. L’insediamento aveva una particolare forma triangolare, determinata dal fatto che si era sviluppato nella convergenza di tre diversi assi stradali, uno diretto a Faverges (Casuaria), l’altro a Aix-les-Bains (Aquae) e l’ultimo a Ginevra (Geneva). Nel VI ci fu un quasi completo abbandono della città che fu riabitata solo a partire dal XII secolo, quando vennero occupate le rive del Thiou, quelle più prossime al lago. La posizione era vantaggiosa, perché consentiva il facile superamento del fiume grazie alla vicinanza di un isola. Fu in questo luogo, quindi, che si instaurò una signoria.

L’insediamento medioevale.

Con l’instaurarsi di una signoria, nacque un vero e proprio insediamento che era protetto da fortificazioni. Questo insediamento costituisce il nucleo originario del castello sorto nel Medioevo. Il nome di questo nucleo originario era Annecy-le-Neuf. Stiamo parlando del lontano 1107. Il luogo col passare dei decenni crebbe di importanza. Tanta ne acquisì che diventò la residenza del conte di Ginevra, fino al XIII secolo, durante il quale il conte venne espulso a causa di conflitti gravi che ebbe con i vescovi. L’ultimo conte di Ginevra fu Roberto di Ginevra e l’anno esatto dell’estinzione della sua famiglia fu il 1394. I conflitti con i vescovi erano stati causati dall’autoproclamazione del conte ad antipapa, assumendo il nome di Clemente VII. A quel punto la contea fu integrata dai possedimenti appartenenti alla casa di Savoia. L’inglobamento avvenne nel 1401 e la città passò sotto l’autorità di Amedeo VIII di Savoia. Nel 1444 la città divenne appannaggio dei principi di Savoia e, ormai eretta e completa, divenne la loro capitale, relativamente ai possedimenti del ginevrino. Essere capitale del ginevrino però per Annecy fu solo una felice parentesi. Non ricoprendo più questo ruolo, cominciò il declino. E a questo si aggiunsero numerosi incendi che la devastarno e che cominciarono nel 1412 e finirono nel 1448, che distrussero gran parte della città. Aemedeo VIII allora cercò di far risollevare la città e iniziò a ricostruire il castello e una parte della città che era andata distrutta. Dopo Amedeo, il figlio Filippo salì al trono dei Savoia. Annecy divenne nuovamente capitale, nel 1444, comprendendo sotto la sua giurisdizione i territori del ginevrino, di Faucigny e di Beaufortin.

Comincia un periodo fortunato.

 La fortuna di Annecy in questi anni è legata ai Savoia, i quali ne fecero la capitale dei loro possedimenti come abbiamo visto. Ma la sua fama fu rinforzata perché i principi di Savoia ottennero dai reali francesi il ducato di Nemours (vicino a Fontainebleau), conferendogli il titolo di duchi del ginevrino e di Nemours. In questi anni, la città divenne anche sede episcopale, avvenuta nel 1535, quando il vescovo di Ginevra abbandonò la propria città a causa della Riforma protestante. Annecy divenne un vero e proprio baluardo della Controriforma, ospitando vari rappresentanti degli ordini cattolici in fuga e Francesco di Sales, che guidava la controriforma. La concentrazione degli ordini religiosi e l’importanza assunta in questi momento erano talmente forti che Annecy venne definita “la Roma della Savoia“. A questi anni risalgono la maggior parte dei monumenti che si possono ancora ammirare in città.

Dalla rivoluzione francese ai giorni nostri

 Con la rivoluzione francese e l’età napoleonica, Annecy fu unita al dipartimento del Monte Bianco. Con la Restaurazione tornò a far parte del regno di Sardegna. Dopo i moti rivoluzionari, protagonista non era più la chiesa, ma l’industria: il cattolicesimo aveva perso centralità, e la città venne rivalutata grazie alla posizione sul fiume Thiou, che permetteva di sfruttare l’energia idraulica. Notevole, durante la rivoluzione, è l’assetto urbanistico fornito alla città, che prevedeva un’ampia rete stradale che preservava il quartiere storico. Nel 1860 la Savoia venne annessa alla Francia e Annecy divenne capoluogo dell’Alta Savoia. Oggi la città è soprattutto località turistica alpina.

Roberto Morra

Web writer e blogger, content editor e community manager. Appassionato di letteratura e viaggi, tutto ciò che può accrescere la formazione personale. Ama scrivere soprattutto di ciò che vede e di ciò che legge. La laurea in filosofia gli consente di essere molto versatile e di adattarsi a qualsiasi argomento.

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