Leonardo: il fascino e le leggende degli anni trascorsi ad Amboise

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Castello di AmboiseOk, il castello di Amboise lo conosciamo tutti perché vi è sepolto Leonardo da Vinci, per cui quando noi turisti italiani andiamo a visitarlo, dopo un giro abbastanza veloce in cui facciamo finta di essere interessati ad ogni stanza, ci dirigiamo direttamente nella cappella di Sant’Uberto del castello, scattando una foto vicino alla tomba. E magari ci sentiamo anche un po’ patriottici in questo, e ci scappa di pensare a qualche insulto in francese, visto che sia Leonardo che la “sua” Gioconda sono in mano ai francesi.

Ma perchè Leonardo è sepolto lì? Questa storia affascina da sempre generazioni di turisti che arrivano da ogni parte del mondo per il cosiddetto “giro dei castelli della Loira”, ed è solo esplorando l’intero edificio che è possibile ricostruire, almeno parzialmente, la cronologia dei fatti realmente accaduti 500 anni fa. Anzi, 498 per l’esattezza: Leonardo venne infatti invitato alla corte di Francesco I nel 1516, in seguito alla morte del suo protettore, Giuliano de’ Medici.

 La vita di corte dell’artista italiano in Francia

All’età di 64 anni, l’artista venne così accolto dal re: “Sarai libero di pensare, di sognare e di lavorare”, e alloggiò presso il maniero di Cloux (Clos-Lucé), percependo un appetitoso nonché invidiabile stipendio di 700 scudi d’oro e ottenendo la carica di pittore di corte. Durante le sue giornate si dedicava all’insegnamento dell’architettura e dell’urbanistica, e al disegno. Molti gli attribuirono alcuni progetti relativi al palazzo di Romorantin e a diverse parti del castello di Chambord, di cui però Leonardo non dichiarò mai pubblicamente la sua paternità.

Spesso il sovrano amava semplicemente ascoltare e discutere con Leonardo in un luogo che era per lui familiare. Il sovrano considerava il maestro italiano come una specie di padre spirituale, ed amava ascoltare i suoi discorsi e intrattenere con lui lunghe conversazioni. Proprio per questo, secondo una leggenda, nei sotterranei del castello di Amboise vi era anche un tunnel segreto che lo collegava con il Clos Luciè, in modo che Francesco I potesse far visita a Leonardo in modo del tutto riservato. Vista la grande amicizia con il re, il genio italiano studiò diversi modi per farlo divertire e per intrattene i suoi ospiti durante le grandi feste. Celebre, ad esempio, la festa del Paradiso, nel 1518, in cui lo scienziato mise a disposizione il suo macchinario in grado di evocare la corsa degli astri. Un evento, questo delle sfere, tra i meglio riusciti.

La morte di Leonardo, tutt’ora avvolta nel mistero

Il 2 maggio 1519, quando Leonardo morì a Cloux, venne inumato, per sua volontà, nella collegiata di Saint-Florentin del castello di Amboise, e solo nel XIX secolo, quando questa venne demolita, i suoi resti vennero sposati nel luogo in cui si trovano oggi. Al momento della sua scomparsa, il re di Francia pronunciò le famose parole: “Per ciascuno di noi, la morte di quest’uomo è un grande dolore, poiché è impossibile che ne nasca uno simile”, a testimonianza dell’affetto reciproco e della grande riconoscenza che i due avevano avuto l’uno per l’altro.

Attorno alla morte dell’artista italiano, nel corso dei secoli, le leggende si sono fatte sempre più insistenti, tant’è che la nota studiosa tedesca Maike Vogt-Lüerssen, un paio di anni fa, affermò che Leonardo, in realtà, non fu mai sepolto ad Amboise, ma a Napoli, nella sagrestia del Convento di San Domenico Maggiore, insieme alla sua amata, che avrebbe segretamente anche sposato, Isabella d’Aragona, e due dei loro figli. La sua tomba, successivamente profanata, finì in mano a tre chiese, quella napoletana, quella di San Nicola di Bari e quella di Vaprio d’Adda, che dispersero i resti del maestro italiano.

Che si tratti della verità, o di ennesime voci diffuse per mantenere viva la figura del grande Leonardo da Vinci, poco importa: è proprio quel velo di mistero che rende questi luoghi magici e ancora più interessanti.

Per cui, ovunque sia stata sepolto, quel che certo è che l’artista trascorse gli ultimi anni della sua vita in territorio francese, ispirandosi proprio al parco del castello di Amboise per le sue opere: le riproduzioni delle sue tele, infatti, contengono tutte dettagli naturalistici, e non a caso le grotte, le cascatelle e le sorgenti che attorniano la fortezza francese richiamano gli sfondi di molti dei suoi dipinti. E come se non bastasse, al centro degli studi leonardeschi, c’erano proprio i vortici e i gorghi presenti nello stagno.

Concedetevi dunque una visita al giardino, immaginando un Leonardo ormai stanco che cercava costantemente ispirazione per qualche nuova idea. Che per quanto brillante avrebbe potuto essere, non sarebbe mai stata all’altezza della Gioconda. Forse anche per questo teneva il dipinto sempre con sè? O era per via della donna ispiratrice? Me aveva fatto parola con il re? Si era confidato tra le mura della reggia? O ha tacciuto finito alla fine, portandosi il vero nome nella tomba, quasi a voler mantenere un legame tanto stretto quanto intimo con la vera Gioconda?

Questi e molto altri misteri legati alla figura di Da Vinci sono racchiusi tra le mura del castello di Amboise, che vanta di una eleganza singolare e di una distesa verde stile mediterranea. Un luogo quasi esclusivo, dunque, che ha conquistato tanti alri artisti famosi e regnanti che, nel corso dei secoli, vi hanno soggiornato.

Liberate la vostra immaginazione, mentre vagate da una stanza all’altra e, prima di scendere nei sotterranei decidete se avreste voluto essere il re, la cortiginana, il giullare o la dama di compagnia, tenendo a mente che, tutte queste persone, un tempo hanno camminato proprio dove camminate voi…

Krizia Ribotta

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.
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