La magia del castello di La Ferté Saint-Aubin

Share

castello la ferte smallAd una ventina di chilometri da Orléans, immerso nel cuore della Sologne, lungo le sponde del fiume Cosson, sorge il castello di La Ferté Saint-Aubin, uno dei fiori all’occhiello della Valle della Loira.

Un passato affascinante, quello del Castello di La Ferté Saint-Aubin

Durante il XI secolo era semplicemente un corpo di guardia sul fiume, mentre con il passare del tempo si è trasformato in residenza e proprietà di famiglie degne di essere nominate, prime fra tutte quella dei Saint Nectaire, che acquistarono il castello nel 1575.

La costruzione come la vediamo oggi, però, risale al 1625, quando Enrico I de la Ferté Sennectére fece costruire quello che è stato soprannominato il Grande castello, alla destra del cosiddetto Piccolo castello. Purtroppo, per mancanza di fondi, i lavori non giunsero mai al termine, e solo durante il XVII vennero attuate delle aggiunte, tra cui il portico e i due padiglioni all’ingresso.

Successivamente, nel Enrico II, Maresciallo di Francia, diede ordine di costruire due nuovi edifici, le scuderie: quelle Grandi, per i cavalli da sella, quelle Piccole per quelli di servizio. È risaputo che i nobili, in passato, potessero godere del massimo lusso senza badare a spese, concedendosi dunque tutti quei capricci futili che solo chi disponeva di abbastanza denaro poteva permettersi.

Ma questo non è niente rispetto alle aggiunte che vennero fatte dalla metà del 1700 ad oggi. Nel 1746, il castello fu acquistato da Woldemar, conte Lowendal, Maresciallo di Francia, nonché leader militare di Luigi XV. Figura, questa, di cui possiamo accertarne la presenza attraverso i numeri oggetti personali che sono tuttora visibili all’interno delle varie sale, insieme a quelli degli altri proprietari, tra cui François Victor Massena, duca di Rivoli, figlio di un generale di Napoleone I.

interno castello la ferte smallLa cappella, situata su un’isoletta dietro al castello e purtroppo inaccessibile al pubblico, fu opera di Madame Dessales, che comprò il castello nel 1822 e fu tra le ultime proprietarie dell’immobile.

Successivamente, in seguito ad un attento e minuzioso lavoro di restauro, tutti e 40 gli ettari del parco sono aperti al pubblico, che può tranquillamente concedersi una passeggiata ed eventualmente incontrare alcune specie di animali da cortile.

Castello di La Ferté Saint-Aubin o Orient Express?

Nel caso ci si ritrovasse davanti ad una stazione ferroviaria, niente paura, si è sempre all’interno del parco. La locomotiva a vapore che è visibile, così come la carrozza, appartengono all’autentico e celebre Orient Express del 1930, reso famoso grazie ad uno dei libri di una delle grandi scrittrici di gialli, Agatha Christie.

Insomma, la visita al castello è un’occasione perfetta per trascorrere una giornata diversa dal solito in compagnia dell’intera famiglia, con i bambini che possono divertirsi non solo a correre spensierati mentre i genitori ritrovano l’ingenuità infantile, ma che possono anche rimanere affascinati dai tesori che le soffitte del castello di La Ferté Saint-Aubin custodisce preziosamente.
Salire nel sottotetto è come fare un tuffo nel passato e ritrovarsi catapultati in un’altra epoca di cui si è tanto letto.

Ci si ritrova così ad entrare in una banca di inizio Novecento, in un’aula di scuola dove disciplina ed educazione erano all’ordine del giorno, e in una sala che contiene una collezione dettagliata di attrezzi di lavoro del XX secolo.

Castello di La Ferté Saint-Aubin: il museo del giocattolo

Al primo piano, invece, è allestito un museo del giocattolo con oggetti ludici antichi, che conquista grandi e piccini, tra stupore, ricordi e nostalgia di un tempo che sembra ormai non poter piú tornare. Non resta quindi che trovare conforto nelle cucine storiche del castello, dove una cuoca, ogni domenica e durante i giorni festivi, (tutti i giorni durante i mesi di luglio e agosto) mostra ai visitatori la ricetta della celebre madeline al miele. L’acquolina in bocca è assicurata, cosí come la voglia di sperimentare la ricetta una volta tornati a casa, per ricordare questa visita decisamente diversa da quella che viene fatta in un tradizionale castello della Loira.

Krizia Ribotta

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.
Share

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>