IL PARCO ORIENTALE DI MAULÉVRIER, UN’OASI ZEN NELLA LOIRA

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Parco Orientale di Maulévrier e PagodaSenza dover intraprendere ore e ore di volo, nel dipartimento Maine-et-Loire in territorio Anjou si trova un piccolo angolo di Sol Levante: il Parco Orientale di Maulévrier, un’oasi zen che prende il nome dal comune omonimo ospitante.

IL PARCO ORIENTALE DI MAULÉVRIER: LA SUA STORIA

I 29 ettari dell’attuale parco appartenevano alla proprietà del castello Colbert, fondato nel 1680 per Edouard François Colbert e poi distrutto durante le guerre in Vandea. Il medesimo castello è stato ricostruito tra il 1815 e il 1830 dai discendenti della famiglia Colbert. Per tale occasione venne creato un primo parco romantico nel retro dell’edificio.

Alla fine del XIX secolo il castello venne acquistato da un industriale di Cholet, il signor Bergere. Quest’ultimo incaricò l’architetto parigino Alexandre Marcel, appassionato di orientalismo e arte giapponese, per restaurare l’area verde dei dintorni. Tra il 1899 e il 1913, nel retro del castello e intorno al fiume, allestì un’oasi orientale di concezione fortemente giapponese che l’uomo chiamava “Paysage japonais”.

L’architetto Marcel, dopo essersi sposato con la figlia del proprietario Bergere, tornava spesso a Maulévrier per dare nuovi tocchi a quel che poi è diventato il Parco Orientale. Aveva scavato un laghetto, installato piante esotiche e riprodotto diversi elementi della cultura Khmer (attuale Cambogia), provenienti dagli stampi dell’Esposizione Universale del 1900, a cui aveva partecipato. Alphonse Duveau, capo giardiniere, gestiva la manutenzione continua dell’area con l’aiuto di più di 10 collaboratori.

Alexandre Marcel morì nel 1928. La moglie continuò ad abitare al castello fino al 1945. Da quel momento, il parco divenne una produzione agricola e forestale e, progressivamente, abbandonato fino al 1980. In seguito, il comune ospitante lo acquistò, diventando ufficialmente il Parco Orientale di Maulévrier e prendendosi l’incarico di curarlo grazie all’aiuto di volontari.

Nel 1987 alcuni insegnanti giapponesi dell’università di orticoltura di Tokyo e Niigata riconobbero i 29 ettari del parco come ispirati ai giardini giapponesi del periodo Edo (XVI – XIX secolo). Da quella data, il parco venne sottoposto a continui lavori di restauro che ancora oggi continuano.

Attualmente, il Parco Orientale di Maulévrier è riconosciuto come il più grande parco di ispirazione giapponese in tutta Europa e come uno dei progetti pilota europei per la qualità della sua restaurazione e della sua valorizzazione.

IL PARCO ORIENTALE DI MAULÉVRIER E IL SUO SIMBOLISMO

Giardino Giapponese MaulévrierLo stile del Parco Orientale di Maulévrier ricorda i grandi parchi di promenade del periodo Edo della storia giapponese. La concezione del giardino è fondata su quattro princìpi:

  1. l’acqua è l’elemento principale dato che occupa i 3/10° della superficie;

  2. la circolazione dell’acqua deve attraversare da est a ovest il giardino, seguendo la direzione del fiume “La Moine”. Il flusso dell’acqua, orientato da est a ovest, simboleggia il percorso del sole e il ciclo della vita dell’uomo, dalla nascita alla morte;

  3. lo stagno è considerato il cuore del giardino e si trova nel bel mezzo del parco;
  4. le due isole situate nello stagno sono le Isole del Paradiso, o isole degli esseri immortali, chiamate rispettivamente isola della gru e isola delle tartarughe.

Vi è, inoltre, una zona particolarmente riposante e densa di simboli della cultura giapponese: la Pagoda. Un edificio originariamente pensato come salone da thè e laboratorio, oggi luogo di mostre fotografiche e audiovisive riguardo ai giardini storici del Giappone. Nel corrispettivo giardino, il flusso dell’acqua del torrente simboleggia il ciclo della vita in tutte le sue sfumature e problematiche.

Un gruppo di rocce rappresenta la montagna da cui sgorga il simbolo principe della nascita. Dalla sorgente alla piscina, un piccolo ruscello vivo evoca l’infanzia. Lo stagno, invece, ricorda il periodo adolescenziale, pieno di dubbi ed indecisioni, seguito da una cascata che simboleggia i caratteristici cambiamenti fisici e psichici. Per riflettere i problemi e la frenesia della vita adulta, il torrente prosegue tortuoso e impervio senza mai fermarsi. Infine, il laghetto centrale del giardino, rappresenta la vecchiaia e la pensione, periodo di calma e serenità.

Le Isole del Paradiso simboleggiano la vita dopo la vecchiaia e la morte, secondo il principio di yin e yan di esseri opposti in armonia. Il fatto che il fondo del laghetto sia oscuro e non visibile, può essere paragonato all’immortalità e alla vita eterna.

Anche la vegetazione (che conta circa 400 specie) rimanda al ciclo della vita, rappresentato attraverso le stagioni di fioritura corrispondente alla tipologia della pianta o del fiore.

  • Fiori primaverili (camelie, azalee e rododendri): la nascita e la gioventù;
  • fiori estivi (catalpe e seringats): la maturità e la vita adulta;
  • fiori autunnali e i colori vivaci caratteristici: patrimonio di conoscenze ed esperienze acquisite nel corso della vita (aceri del Giappone, nandines, larici della Cina). La caduta delle foglie sta per la morte;
  • la persistenza in inverno delle piante sempreverdi (conifere, allori e aucubas): l’immortalità o la forma di vita prima della nuova vita.

IL PARCO ORIENTALE DI MAULÉVRIER: ATTIVITÁ ED EVENTI 2017

Il Parco Orientale di Maulévrier vuole, a tutti gli effetti, far vivere e ricreare la cultura giapponese. Per questo motivo, i visitatori potranno esplorare, assistere e partecipare a:

  • esposizione di bonsai e piante esotiche nella serra;
  • degustazione di thè ed infusi nel salone da thè;
  • possibilità di comprare prodotti tipici giapponesi nella boutique come souvenir artigianali in bambù, accessori da thè, lanterne e tanto ancora;

  • lezioni delle arti giapponesi come i metodi di meditazione, kyudo (il tradizionale tiro con l’arco), ikebana (l’arte millenaria giapponese nella cura e nella coltivazione dei fiori).

Gli eventi d’eccezione previsti per il 2017:

  • sabato 18 marzo, h. 9: spettacolo del canto degli uccelli
  • domenica 2 aprile: Hanami, festa dei ciliegi
  • domenica 7 maggio: spettacoli dei tamburi giapponesi
  • sabato 3 e domenica 4 giugno: “rendez vous au jardin”
  • domenica 11 giugno: giochi e attività per famiglie
  • sabato 17 e domenica 18 giugno: esposizione del club dei bonsai
  • domenica 2 luglio: “à la rencontre de l’Asie”
  • domenica 6 agosto: lezioni di pittura giapponese
  • sabato 9 e domenica 10 settembre: Salone Nazionale del Bonsai

È assolutamente consigliata la visita notturna del parco. Giochi di luci e melodie renderanno ancora più magica e rilassante l’atmosfera zen.

Giulia De Capitani

Giulia De Capitani è una giovane neolaureata in Scienze della Comunicazione presso “La Statale” di Milano. Che cosa la rappresenta di più? Sicuramente la curiosità di scoprire nuovi mondi, l’amore per i suoi cani e la passione per la scrittura e le dinamiche digitali. Per lei viaggiare, oltre ad essere un'opportunità unica, è un modo per conoscere sé stessi attraverso un confronto/scontro fra culture.
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