Elenco dei castelli della Loira: cominciamo con quello di Chenonceau

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elenco castelli Loira - ChenonceauUn elenco dei castelli della Loira è il modo migliore per orientarsi e per decidere quali castelli si preferisce visitare. Abbiamo visto che non tutti i castelli, che sono centinaia, sono visitabili, perché molti sono proprietà privata. Ma i più maestosi e quelli che presentano qualcosa di particolare sono in possesso del governo francese, o al massimo di privati che però permettono visite turistiche. Attraverso una mappa dei castelli, abbiamo visto per sommi capi i vari castelli e le loro particolarità. Ma analizziamoli più nel dettaglio, così da potervi fornire un maggior numero di elementi.

Il primo dell’elenco dei castelli della Loira è quello di Chenonceau, anche detto Castello delle dame. Qui potrete trovare una splendida pinacoteca. Questo è uno dei castelli più famosi della Loira, che rappresenta l’emblema di un modo di vivere veramente raffinato: ricco di collezioni, arredi e decorazioni, questo castello ha una storia particolare, in quanto fu gestito e curato prevalentemente da donne, anche alquanto speciali. Affacciandosi sullo Cher, il castello ha un ponte a cinque arcate e si è sempre presentato come un rifugio di quiete e di pace. È stato prima proprietà della corona e poi residenza reale. Ora appartiene ad un privato. Dopo la reggia di Versailles, questo castello è ad oggi il più visitato della Francia.

Il castello delle Dame. Perché Chenonceau viene chiamato in questo modo? Perché diverse sono le dame che ne han segnato la storia, come dicevamo. Infatti il castello fu donato dal re Enrico II alla sua amante Diane de Poitiers, da cui fu impreziosito. Passò poi nelle mani della legittima moglie del re, Caterina de’ Medici. Ma le donne dovevano avere ancora un ruolo fondamentale nella sua storia: abbiamo visto che molti castelli furono quantomeno danneggiati dagli episodi della rivoluzione francese. Questo castello fu salvato dalla furia della rivoluzione grazie all’intervento di Madame Dupin.

Storia del castello. Siamo nel 1411. Lì dove al giorno d’oggi si trova il castello, si trovava in realtà un antico maniero che fu dato alle fiamme dalle truppe reali al fine di punirne il proprietario Jean Marques, che era stato accusato di una cospirazione.  Nel 1430 Marques fece ricostruire il castello annettendovi un mulino fortificato. Il suo erede, pieno di debiti, fu costretto però, nel 1513, a vendere il castello a Thomas Bohier, che era il tesoriere di Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I. Il tesoriere fece distruggere tutti gli edifici esistenti tranne la torre di vedetta e tra il 1515 e il 1521 fece costruire un nuovo castello, dedicandolo alla moglie Catherine Briçonnet.

Ecco allora che la prima dama comincia ad avere un ruolo importante nella storia del castello: la moglie del tesoriere era solita intrattenervi la nobiltà francese e in due occasioni il castello si trovò ad ospitare anche il re Francesco I. Dopo la morte di Bohier, avvenuta nel 1526, e di sua moglie, nel 1524, il figlio Antoine cedette il castello alla corona francese, per poter pagare i debiti del padre. A prendere possesso del castello fu il governatore di Montmorency, in nome del re Francesco I che era intanto impegnato nella costruzione di un altro castello, quello di Chambord.

La seconda e la terza dama. Il successore di Francesco I, Enrico II, donò il castello alla sua amante Diana di Poitiers nel 1551. Questa divenne duchessa del Valentinois, acquisì la proprietà del castello e ben presto divenne anche una delle donne più influenti del regno. A lei è dovuta la gran parte della struttura del castello, la realizzazione del ponte sullo Cher e gli splendidi giardini che sorgono sulle rive del fiume. Alla morte di Enrico, la vedova Caterina de’ Medici scacciò la duchessa. Costringendola ad accettare il castello Chaumont in cambio di quello in cui viveva. Il castello di Chenonceau divenne la sua residenza preferita e vi fece aggiungere altri giardini. Durante il periodo in cui fu reggente di Francia, spese ingenti somme per la manutenzione del castello, per organizzarvi feste e ricevimenti. Nel 1560 vi organizzò il primo spettacolo pirotecnico che la Francia avesse mai visto, in onore dell’ascesa al trono di suo figlio Francesco II.

Ancora dame. Siamo nel 1589 e dopo la morte di Caterina, il castello passò nelle mani della nuora Luisa di Lorena, che era moglie di Enrico III. Luisa apprese la notizia riguardante la morte del marito proprio mentre risiedeva lì. Così il destino del castello cambiò: da luogo delle feste divenne un luogo tetro e silenzioso, a causa della depressione in cui cadde Luisa dopo la morte del marito. Dopo Luisa il castello passò sotto il controllo di un’altra dama, imparentata con la precedente: si chiamava Francesca di Lorena.

La dama che ne riaccese la bellezza. Fino al 1720 non si ebbero eventi rilevanti nella storia del castello. Ma quell’anno il castello fu comprato dal duca di Borbone che vendette ciò che il castello conteneva. Difatti molte statue finirono a Versailles. Dopo questo, la proprietà venne venduta a Claude Dupin e la moglie, Madame Louise Dupin, cercò di riportare il castello agli antichi splendori e usi: vi ricevette molti rappresentanti dell’Illuminismo francese, come Voltaire, Mintesquieu e Jean-Jacques Rousseau. Lo salvò anche dalla distruzione portata dalla rivoluzione, mettendone in risalto la sua posizione strategica, poiché era l’unico ponte a sorgere su quel fiume per diversi kilometri.

Antiche fattezze e nuovi usi. Il castello fu comprato dal chimico Théophile Pelouze dalle mani degli eredi dei Dupin. La moglie del chimico lo fece ristrutturare riportandolo, in buona parte, all’aspetto che probabilmente aveva all’inizio del XVI secolo. La storia del castello da allora si ferma, per riprendere nel 1913 quando fu acquistato dalla famiglia Menier, dei cioccolatai. Nel corso della prima guerra mondiale, il castello fu usato come ospedale e nel corso della seconda guerra mondiale venne usato come via di fuga dalla zona di Vichy che era stata occupata dai nazisti. Nel 1951, ancora in possesso dei Menier, il castello fu ristrutturato nuovamente, perché distrutto da un’inondazione avvenuta nel 1940.

Roberto Morra

Web writer e blogger, content editor e community manager. Appassionato di letteratura e viaggi, tutto ciò che può accrescere la formazione personale. Ama scrivere soprattutto di ciò che vede e di ciò che legge. La laurea in filosofia gli consente di essere molto versatile e di adattarsi a qualsiasi argomento.

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