Il castello di Talcy, un incanto per i suoi visitatori

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Giardini del castello di TalcyNel dipartimento Loir-et-Cher nella regione del Centro della Francia, il castello di Talcy accontenta una gran quantità di visitatori all’anno, lasciandoli davvero incantati per le sue bellezze.

La storia del castello di Talcy

Nel novembre dell’anno 1517, il banchiere fiorentino Bernardo Salviati divenne proprietario della signoria di Talcy, che ebbe la sua origine nel XIII secolo. Il Signore Fiorentino decise di apportare alcune modifiche alla signoria e la trasformò in un sontuosissimo castello.

I lavori cominciarono nell’anno 1530 e furono perfettamente in linea con lo stile preesistente: benché edificato e trasformato in epoca Rinascimentale, il castello, contemporaneo dell’altrettanto illustre castello di Chambord, conserva infatti ancora oggi lo stile della sua origine Medievale, legata ad una vocazione agricola.

La struttura del castello di Talcy

Al di sopra del portone di ingresso, la facciata del castello presenta una grande torre quadrata, due alte torrette esagonali coronate da una piombatoia ( un buco nelle mura a forma di feritoia, che permetteva la tattica di difesa militare con caduta di liquidi bollenti o materiali solidi contro i nemici e gli invasori), ed un cammino di ronda, coperto.

In eccellente stato di conservazione, gli appartamenti in legno del castello ospitano una collezione di mobili risalenti al XVIII secolo, intagliati da illustri ebanisti parigini; una rarissima tela dipinta con decori indiani è incorniciata nella boiserie della sala da pranzo; infine anche la tappezzeria del castello inoltre costituisce motivo di sfarzo.

Oltre a contribuire all’immagine elegante del castello, tutte queste testimonianze storico-artistiche riescono davvero a darci l’idea della dolcezza, della spensieratezza e dell’eleganza che caratterizzava il castello durante il secolo dell’Illuminismo.

Il giardino del castello e l’originale Vocazione Agricola

La vocazione agricola torna in gioco all’esterno del castello. I sette giardini alternati e chiusi da mura, offrono una testimonianza dei terreni cerealicoli appartenenti alla tenuta di Talcy.

Viene proposta un’attraente camminata all’interno dell’orto, tra le molteplici specie e i diversi frutti che si alternano di stagione in stagione.

Dal 1997 infatti, i giardini del castello offrono ai visitatori l’opportunità di godere di un frutteto di una rara ricchezza: qui specie e varietà frutticole vengono coltivate sotto forma naturale o innestata, e sono abbellite e arricchite da una grande quantità di fiori.

Il castello di Talcy nella letteratura: luogo di muse ispiratrici e illustri letterati

L’incanto di questo castello è legato anche al fatto che qui vissero alcune donne che hanno avuto un notevole peso nella storia della letteratura.

Pierre de Ronsard compose per l’amata Cassandra Salviati, figlia del fiorentino Bernardo Salviati, 182 sonetti che daranno luogo alla raccolta “Les Amours de Cassandre”, di cui “Mignonne, allons voir si la rose” è il più famoso. I due intessero delle relazioni private e si frequentarono durante la loro giovinezza, ma il loro amore non ebbe seguito. Il poeta celebra qui Cassandra come una musa: si tratta di un amore petrarchesco, e quindi purtroppo, irrealizzabile.

A sua volta, Diane, la nipote di Cassandrà divenne la Musa ispiratrice del giovane Agrippa d’Aubigné, poeta dell’età Barocca Francese.

Alfred de Musset, emblematico poeta e drammaturgo francese dell’età Romantica, vissuto nel corso del 1800, vanta la figlia di Cassandra Salviati nei suoi diretti antenati.

Ed infine Albert Stapfer, uno degli ultimi proprietari del castello del XIX secolo, fu il primo traduttore del poeta tedesco Goethe: tradusse il famoso Faust in un’edizione illustrata dal pittore Delacroix. Stapfer era ben inserito nel mondo letterario tanto che Stendhal gli offrì una copia della sua “Certosa di Parma” che però nel 1931 venne venduta insieme alla biblioteca del castello.

Il castello di Talcy nel panorama politico

Nel 1562 si tenne al castello la conferenza di Talcy. In questa occasione i più influenti rappresentanti dei partiti cattolici e riformati si riunirono durante le Guerre di Religione nelle camere di Caterina de Medici e di Carlo IX, che ancora oggi ne conservano il ricordo.

Fu peraltro proprio durante le Guerre di Religione che il poeta Agrippa d’Aubigné, protestante, trovò rifugio presso il castello e si innamorò di Diane, la quale però, non accolse le sue dichiarazioni. In alcuni versi del suo “Tragique”, Agrippa ricorda il castello.

Nel dicembre dell’anno 1870, il generale Chanzy (generale che ottenne vari successi durante la guerra Franco-Prussiana) stabilì al castello il suo quartiere generale, ma venne cacciato dai Prussiani.

Nel 1933 infine, il castello venne venduto allo Stato e dal 2005 tutte le costruzioni della tenuta furono iscritte nelle liste dei monumenti storici.

Una piccola curiosità legate al castello di Tacly: la tenuta è stata il palcoscenico per le registrazioni del telefilm “Le Roi, l’écureuil et la couleuvre”, diffuso dal 2009.

Orari e tariffe del castello di Talcy

Orari di apertura

Dal 2 gennaio al 31 marzo:
aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle ore14:00 alle 17:00. Chiusura il martedì

Dal 1 aprile al 30 aprile :
aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle ore14:00 alle 17:00.

Dal 2 maggio al 4 settembre:
aperto tutti i giorni dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle ore 14:00 alle 18:00.

Dal 5 settembre al 30 settembre:
aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle ore14:00 alle 17:00.

Dal 1 ottobre al 31 dicembre:
aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 12:30 e dalle ore14:00 alle 17:00. Chiusura il martedì

Ultimo accesso 60 minuti prima della chiusura.

Tariffe di ingresso

-Tariffa di ingresso: 6 euro
-Tariffa ridotta: 5.euro
-Tariffa gruppi (da 20 persone): 5 euro
-Tariffa gruppi scolastici: 20 euro

-Gratuità: minori di 18 anni (in famiglie e fuori da gruppi scolastici); ragazzi residenti in Unione Europea con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni; disabili e accompagnatori; iscritti alle liste di collocamento che presentino una attestazione; titolari di Carte Culture, Carte ICOM e Pass Education.

Amanti dell’Arte, della Letteratura, della Natura e delle Colture, vi auguriamo una buona visita, alla scoperta di un castello che riuscirà a incantarvi!

Sara Cardinetti

Sono una ragazza di 23 anni, laureata nel corso di Lingue e Letterature Straniere, nell’ambito di Facoltà Umanistiche, nell’ a.a. 2014/2015, con una tesi triennale intitolata “ IL THÉÂTRE ACTION: Strumento di lotta per l’affermazione dell’identità femminile”: elaborato volto all’analisi di due pièces teatrali inerenti la figura femminile e la sua volontà di emancipazione in Burkina Faso e in Kenya.
Ho desiderato fare oggetto di laurea una delle realtà che ancora al giorno d’oggi rendono difficile la sopravvivenza dell’umanità su questo pianeta, e in quanto donna, un tema che sento molto vicino. Come è giusto che sia, desidero diffondere la realtà con tutte le sue sfaccettature: dalla consapevolezza della realtà che ci circonda si può trarre qualsiasi miglioramento.
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