Nevers | Castelli della Loira
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Nevers

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Nevers…una cittadina con una lunga storia cominciata in un tempo lontano…

Abitata dalla popolazione degli Edui già ai tempi di Giulio Cesare con il nome di Noviodunum, sede vescolile nel V secolo sotto la Dinastia dei Merovingi, e del ducato di Clèves, diventa ducato dal 1565 al 1595 sotto Ludovico Gonzaga.

Con il matrimonio del fratello Guglielmo Gonzaga di quest’ultimo con Enrichetta di Clèves, viene consacrata la tradizione della lavorazione della ceramica.

L’antica residenza dei duchi di Nevers è il palazzo ducale, costruito alla fine del XV secolo, rappresenta la tipica architettura civile dell’inizio del Rinascimento; oggi, decorato con splendide sculture, rientra tra i monumenti storici del paese, ed ospita l’Ufficio del Turismo di Nevers, nonchè numerose mostre temporanee.

Altra icona architettonica della città è la cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Juliette che, con le sue 130 finestre e la sua superficie di 1052 metri quadrati, è uno dei più grandi complessi di invetriate contemporanee di tutta Europa.

Ma la figura che più è legata alla città di Nevers è senza dubbio Bernadette Soubirous, che all’età di 22 anni, dopo le numerose apparizioni della Madonna avvenute a Lourdes tra il Febbraio ed il Luglio del 1858, si ritira presso il convento delle Suore della Carità, dove occupa gli ultimi anni della sua breve vita (morirà di tubercolosi ossea a soli 35 anni) come infermiera prima e come sacrestana poi, creando ricami per abiti d’altare e vesti.

Dopo la sepoltura proprio a Nevers in un caveau, scavato nella terra nella cappella situata nel giardino del convento, il corpo viene riesumato più volte, nel 1909, nel 1919 e nel 1925… In tutti e tre i casi il corpo non mostra alcun segno di corruzione ed i medici presenti al momento della riesumazione giudicano il fenomeno “non naturale“.

La prima riesumazione avviene 30 anni dopo la morte di Bernadette e, nonostante abiti e rosario siano stati dostrutti dall’umidità, il corpo rimane intatto, compresi unghie, denti e capelli.

La seconda, dieci anni dopo, viene compiuta da due diversi medici che scrivono le loro relazioni in due stanza distinte per evitare qualsiasi influenza reciproca… Ma i rapporti riferiscono la medesima cosa… Nessun cambiamento, nessuna dissoluzione, nessun odore sgradevole.

La terza ed ultima riesumazione avviene alla vigilia della sua beatificazione, nel 1925; in presenza di autoritò religiose e sanitarie, viene effettuata una vera e propria autopsia sul corpo di Bernadette.

Questa dimostrò che, inspiegabilmente, il corpo e gli organi interni erano in perfetto stato di conservazione, compreso il fegato.

In quell’occasione si decide inoltre di rendere ben visibile questo miracolo, applicando una leggera maschera di cera su mani e volto, per proteggerla dall’ambiente esterno.

Ancora oggi il corpo di S. Bernadette è esposto alla devozione di fedeli e continua meta di pellegrinaggi.

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