Castello Chambord

Share

Superando un imponente muro di cinta lungo quasi 32 Km ed un parco che ricopre una superficie di 5.440 ettari, lontano dal trambusto e immerso nella natura più incontaminata, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro di architettura, il Castello di Chambord.

Un sogno finora rimasto chiuso in un cassetto ora è a portata di mano…

Un edificio che rimarrà sicuramente impresso nelle nostre menti per i suoi eccessi, vero e proprio capolavoro del Rinascimento Francese.

Il Castello di Chambord nasce in prossimità del fiume Cosson, corso d’acqua affluente del Beuvron, che a sua volta si getta nella Loira.

Come l’intero complesso dei Castelli della Loira, è Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO.

Vuoi passare la notte al Castello o nei dintorni? Trova l’hotel che fa per te e prenota subito la tua notte fuoriporta!

Un po’ di storia…

Il Castello di Chambord costituisce il più grande dei Castelli della Loira; la vasta zona boscosa viene acquistata dalla famiglia d’Orléans nel 1392 e, quando il duca di Orléans viene incoronato re nel 1498 con il nome di Luigi XII, l’intera area passa nelle mani della Corona.

L’attuale edificio viene pensato da un giovane Francesco I, che vuole dar vita alle sue più grandi passioni, la caccia (ecco il perché dell’enorme giardino) e l’architettura (si nota dalle proporzioni pressoché perfette dell’edificio).

Di ritorno da un viaggio in Italia nel 1516, in compagnia di Leonardo Da Vinci (e, con tutta probabilità, anche di Domenico Da Cortona) inizia il progetto e la costruzione di questo vero e proprio capolavoro in muratura, che si conclude intorno al 1530.

Proprio al Castello di Chambord, Molière scrive e mette in scena la prima di “Borghese Gentiluomo” e di “Monsieur de Pourceaugnac”.

Il Castello di Chambord rimane a lungo disabitato; durante la Rivoluzione viene più volte saccheggiato e trasferito di proprietà in proprietà fino al 1932, quando viene dichiarato ufficialmente monumento nazionale.

Il castello…

Entrati nel patrimonio dell’UNESCO del 1981 in qualità di sito culturale, la tenuta ed il Castello di Chambordrappresentano l’esempio rilevante di un tipo di costruzione, complesso architettonico, tecnologico o paesaggistico che rappresenta uno dei momenti più significativi della storia umana”.

La struttura architettonica del Castello di Chambord rappresenta in pieno lo stile rinascimentale francese.

Con la sua facciata lunga 128 metri, 440 locali, 80 scale, 365 camini ed oltre 800 capitelli scolpiti, questa imponente costruzione vuole sottolineare con precisione il simbolo del potere assoluto francese; la fitta rete di stanze e corridoi al suo interno, inoltre, si presenta più come un intricato labirinto senza via d’uscita che non una piacevole residenza estiva.

L’ingresso al Castello si trova nel lato sud-est, dova la Porte Royale si apre verso la corte d’onore.

La pianta del castello si sviluppa attorno al donjon (torre utilizzata non solo come luogo di vedetta, ma anche come rifugio in caso di attacco al castello), nonostante Chambord non abbia mai avuto funzioni di tipo difensivo.

L’intervento di Leonardo nella realizzazione del castello è visibile essenzialmente dallo scalone a doppia elica: due scale a chiocciola coassiali, che ruotano nello stesso senso senza mai incrociarsi, permettendo a due persone di salire o scendere le scale senza mai incrociarsi.

La terrazza che troviamo sul tetto richiama quasi la struttura di una piccola città in miniatura, con stradine che si intrecciano e passano fra torrette, nicchie, abbaini… tutti decorati con preziosi motivi floreali (tra cui il giglio, che rappresenta da sempre l’emblema reale), corone, salamandre che sputano fuoco, ninfe e fauni.

L’immensa tenuta che racchiude il castello, e che occupa una superficie di circa 5.440 ettari (superficie equivalente a metà della città di Parigi!!), rappresenta il più grande parco boschivo chiuso di tutta Europa.

Il parco è ricchissimo di boschi, pascoli, ruscelli e tenute di caccia: Francesco I, infatti, era solito cacciare su queste terre, tanto che ancora oggi questa tradizione è ancora saldamente radicata.

Classificata come riserva nazionale di caccia e fauna selvatica nel 1947, la tenuta del Castello ospita oggi esemplari tipicamente rappresentativi della fauna di Chambord, tra cui cinghiali e cervi.

Share