Abbazia Fontevraud

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Arrivata fino ai giorni nostri e conosciuta come la più grande città monastica d’Europa, l’Abbazia di Fontevraud colpisce non solo per le sue dimensioni, ma anche per la sua storia.

Situata al confine di tre province (Angiò, Touraine, Poitu), nella regione della Valle della Loira, si è costruita durante i secoli, confrontandosi con la realtà contemporanea e con le sue problematiche, siano esse religiose, politiche o sociali.

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Un po’ di storia…

L’ Abbazia di Fontevraud nasce nel 1101, da Robert d’Abrissel, predicatore itinerante bretone che decide di installare qui la propria comunità, senza distinzioni tra donne o uomini, poveri o ricchi, nobili o emarginati… Qui tutti si riuniscono e vivono una vita dedicata a Dio, alla preghiera.

L’opera di Robert si concretizza con la realizzazione di una vera e propria “città monastica” composta da quattro entità: il Monastero Sainte-Marie riservato alle monache, il priorato di Saint-Jean-de-l’Habit per i frati, il priorato di Sainte-Marie-Madeleine, rifugio per le ragazze “pentite“, ed infine Saint-Lazare, destinato all’accoglienza dei lebbrosi.

Prima di riprendere il suo viaggio, Robert d’Abrissel decide di affidare la direzione dell’Abbazia ad una donna, la prima badessa di Fontevraud, Petronilla Chemillé.

L’Abbazia ha visto in seguito un susseguirsi di 36 badesse; dopo la Guerra dei Cent’Anni conosce un periodo di declino, che termina nel 1457.

La presenza di quattro effigi sotto le cupole dell’Abbazia dimostrano come il suo destino sia fortemente legato alla presenza del re dei Plantageneti.

Durante la Rivoluzione francese, l’Ordine di Fontevrault si scioglie e dal 1804 l’Abbazia viene utilizzata come prigione per volontà di Napoleone fino al 1963, anno in cui viene assegnata al Ministero della Cultura francese.

Jean Genet descrive la sua esperienza trentennale di carcerato a Fontevraud nel romanzo autobiografico “Il miracolo della rosa“.

Il castello…

L’Abbazia di Fontevraud contiene le tombe di alcuni importanti personaggi tra cui: Enrico II d’Inghilterra, la moglie Eleonora di Aquitania, il figlio Riccardo Cuor di Leone.

La sua storia può essere letta attraverso la sua architettura; la vasta tenuta di Fontevraud è composta da ben quattro conventi, si estende su una superficie di 14 ettari, e dal 1965 è oggetto di numerosi progetti.

Gli edifici sono organizzati secondo lo schema benedettino, che vedono come fulcro il chiostro centrale; di questo periodo sono conservati:

– la splendida cucina in stile romanico, ubicata nell’ala sud-ovest

– la grande chiesa abbaziale nella parte nord;

Nel periodo in cui l’Abbazia viene utilizzata come prigione, anche l’architettura muta profondamente: vengono eretti nuovi muri, e vengono creati dei laboratori dove i detenuti lavorano e svolgono opere di falegnameria e tessitura. Le condizioni di vita dei prigionieri sono estremamente dure e faticose. Nel 1963 la prigione viene chiusa ed il restauro viene affidato al Ministero della Cultura, il quale crea un luogo di incontri culturali, organizzando visite ed eventi, per ridare nuova vita alla città di Fontevraud.

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